Il cherry eye è più comunemente conosciuto come “occhio a ciliegia” e tecnicamente si tratta di un prolasso della ghiandola accessoria (nittitante) a livello della terza palpebra del cane.

La ghiandola esce dalla propria sede naturale (prolassa), aumenta di dimensioni e si infiamma, presentandosi come una massa rossastra all'angolo nasale dell'occhio, molto simile ad una ciliegia; da qui il nome “cherry eye”.

Rara nel gatto, è una patologia che interessa prevalentemente cani giovani (età media inferiore a due anni) ed è frequente in razze quali: Beagle, Cocker Spaniel, Cavalier King Charles Spaniel, Bulldog Inglese, Bulldog Francese, Mastino Napoletano, Boxer, Shar Pei, Pechinese, Lhassa-Apso, Basset Hound, Boston Terrier, Shitzu.

È generalmente monolaterale, ma nel 20% dei casi si assiste al prolasso della ghiandola controlaterale in un periodo di tempo variabile, che può andare da pochi giorni a qualche mese.

Il cherry eye si manifesta con edema, arrossamento (iperemia locale) e scolo mucoso occasionalmente accompagnati da lesioni corneali secondarie. In passato si riteneva che la causa scatenante fosse infiammatoria ma oggi l’ipotesi più accreditata è un allentamento (lassità) congenito delle strutture legamentose della ghiandola stessa.

Il trattamento risolutivo è chirurgico e consiste nel riposizionamento della ghiandola nella sua sede naturale, facendo due piccole incisioni e suturandovi all'interno la ghiandola. Viene usato un filo riassorbibile, evitando in tal modo di dover togliere i punti.

 cherry eye

Figura 1: tipica immagine di Cherry Eye con prolasso della ghiandola.

 

 

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